lunedì 11 novembre 2013

Angeli e bambini

La cosa più semplice per aiutare la formazione di una nuova coscienza futura, è cercare di re-insegnare ai bambini l’esistenza dell’Angelo Custode. Qualunque genitore, nonno, zia o fratello maggiore può farlo con garbo e semplicità, diventando strumento privilegiato del Grande Piano.
Quando il bambino avrà ben compreso la realtà di questa presenza, il passo successivo sarà quello di insegnarli a dialogare col compagno alato, ad averne fiducia, a raccontargli piccoli e grandi problemi chiedendogli aiuto, consiglio, e protezione.
È un dialogo facilissimo che chiunque può intraprendere, eppure, quando si sarà instaurata questa fiduciosa intimità di pensiero, è come se nei piani superiori si fosse accesa una grande luce. Il bambino e il suo istruttore umano vengono immediatamente visualizzati dagli angeli aiutatori, e seguiti con un’attenzione tutta particolare.
Gesù nel vangelo è stato molto chiaro: “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto”.
Fortunati sono i bambini che crescono avvolti dalla serena consapevolezza della presenza dell’Angelo; cresceranno con grandi possibilità di comunicare e di affinare costantemente i propri mezzi di contatto.
Nel corso della loro vita diverranno strumenti infinitamente più validi e sensibili di quanto possiamo esserlo stato noi nella nostra epoca.
Anche coloro che si prenderanno il compito di istruire i bambini, e non solo i bambini, sulla presenza angelica, saranno immensamente aiutati e protetti, poiché diverranno i collaboratori terreni delle legioni celesti.

Tratto dal libro: “Angeli Fra Noi” di Giuditta Dembech