Angeli e spiriti guida : approfondimenti



Angelo Custode, ispirami a vivere in modo tale da 
poter sempre vedere la straordinarietà nel quotidiano. Guidami e consigliami af!nché le mie scelte di 
ogni giorno possano trasformare la mia vita in qualcosa di positivo. Amen.




Non sei mai solo
Tu non sei mai solo, hai un Angelo accanto a te,
anche se può sembrarti lontano, 
là da qualche parte nel cielo
che vola tra le nuvole, 
ma quello è il posto da cui gli Angeli provengono, 
non dove risiedono.
Tu devi solo chiamarli 
perché siano subito al tuo fianco.
Perché tu non si mai solo, 
tu hai un Angelo accanto a te, 
almeno uno se non di più.
Chiedi loro qualcosa, 
aspetta la risposta attraverso la TV, 
la posta o attraverso i sogni,
ci sarà un loro messaggio
dall'alto per aiutarti, guidarti, 
per farti sentire amato.
Perché tu non sei mai solo,
c'è un Angelo accanto a te.
Quindi, se ti senti solo, 
o se ti senti triste, ricorda
tu non si mai solo, c'è un Angelo accanto a te.






            questo video è a dir poco meraviglioso e poi con le musiche di Enja........ meraviglioso!!!







                         


                                  



La figura dell’angelo custode è così nota e amata dagli esseri umani che trovo doveroso renderle omaggio. Cos’altro si può dire di un angelo così caro ai bambini, agli adulti e persino alle persone anziane che non sia già stato detto o scritto? Eppure, qualcosa da aggiungere ci sarebbe. Ad esempio, pochi sanno che Papa Giovanni XXIII aveva un feeling particolare col suo “buon consigliere”. Il Papa buono diceva di sentire accanto a lui “colui che sempre intercede in nostro favore, aiuta nelle necessità, libera da pericoli e disgrazie” e ammetteva candidamente: “…sono sempre sotto gli occhi di un angelo che mi guarda, che prega per me, che veglia accanto al mio letto mentre dormo”. Mi sorge il dubbio che fosse un angelo custode il  daimon    che per tutta la vita accompagnò e ispirò Socrate. Come riferisce Platone nell’Apologia, egli confessò di percepire una voce interiore: “che quando si fa sentire mi sconsiglia da qualcosa che voglio fare e che però non ha mai cercato di persuadermi”. Ma forse il grande filosofo ateniese udiva semplicemente la voce della sua coscienza. O era quella del suo spirito-guida?
Vorrei chiarire i rapporti e le differenze esistenti fra 
l' Angelo custode e lo spirito guida , che molti confondono o identificano. Si tratta, in realtà, di due figure distinte. La prima ha natura divina ed è superiore e antecedente all’uomo, mentre la seconda, pur avendo natura spirituale, è passata attraverso la discesa nella carne. In sostanza, era un essere umano.
In un'apparizione del 26 giugno 1998, la Madonna annunciò a una mistica: “Dio Padre nella sua infinita misericordia e bontà ha donato a ognuno di voi un compagno celeste, uno splendido esecutore dei comandi divini il cui compito è proteggervi, accompagnarvi e consigliarvi per tutto l’arco della vostra vita, salvarvi dal male e aiutarvi a realizzare il vostro disegno all’interno del grande disegno universale di Dio. Ognuno di voi ha accanto un dolce angelo custode, un protettore divino che vi avvolge fra le sue candide ali e illumina i vostri passi perché non cadiate”. Queste parole semplici ma luminose rimandano a quelle altrettanto chiare dell'Antico Testamento, dove si legge: “Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede” (Salmo 91, 11-12). Parole che non si limitano a ribadire il ruolo dell’angelo custode ma ne confermano l’esistenza, che per la Chiesa è un dogma di fede. Non dimentichiamoci, infatti, che la Chiesa venera gli angeli custodi nella liturgia con un’apposita festa che cade il 2 ottobre. La dottrina dell’angelo custode appare già nei primi testi cristiani, sebbene San Paolo manifestasse diffidenza verso una figura che poteva generare idolatria. Ne parla anche il Pastore d’Erma e mentre Origene nota che “ogni anima d’uomo è posta sotto la direzione di un angelo, come di un padre”, San Basilio afferma: “che ogni fedele abbia un angelo per dirigerlo, quale pedagogo e pastore, è l’insegnamento di Mosè”. Sempre durante l’apparizione del 26 giugno 1998, la Madonna aggiunse: “Ma Dio, nella sua infinita misericordia, generosità e pietà concede anche ai vostri cari che hanno raggiunto la luce di assistervi e vegliare su di voi, soprattutto nei momenti di maggior bisogno”. Questa precisazione corrobora gli insegnamenti degli angeli ai mistici, che a più riprese hanno rivelato una verità ancora poco conosciuta: ogni essere umano ha al suo fianco un angelo custode e uno o più spiriti-guida.
L’angelo custode è l’essere di luce che Dio ha scelto per ognuno di noi con un compito altamente spirituale, quello di custodire la nostra anima e di intervenire nella nostra vita essenzialmente per dirigerla nei momenti karmici più importanti, di assisterci nella grandi scelte che possono accelerare o frenare l’evoluzione del Sé superiore. In sostanza Egli è il protettore del nostro corpo causale o divino. Come ha scritto San Basilio, “a ogni credente è preposto un angelo, se non lo cacciamo a causa di peccato. Egli custodisce l’anima come un esercito”. È il polo celeste dell’essere umano, il suo alter ego. Giovanni Paolo II disse che “gli angeli (custodi) vengono mandati dalla divina provvidenza affinché ci aiutino a raggiungere la santità della vita”. La fragilità e la caducità del nostro Io esigono infatti che ogni anima abbia il conforto e la protezione di una creatura celeste durante il suo pellegrinaggio terreno. San Tommaso d’Aquino precisava che l’angelo custode è accanto all’uomo durante tutta la sua esistenza, inoltre lo assiste nell’ora della morte e gli indica la via verso il Cielo nel momento in cui l’anima, pur essendosi staccata materialmente dal corpo, è ancora confusa e incerta sul da farsi. Occorre specificare che l’angelo custode non impedisce all’uomo di sbagliare. Se lo facesse lo priverebbe della sua libertà. “Vi son pure dei momenti in cui gli uomini sono padroni del loro destino!”, esclama Cassio nel I atto del Giulio Cesare di Shakespeare. Gli angeli ci insegnano che in ogni atto della nostra vita siamo padroni del nostro destino e a loro, che pure ci amano incommensurabilmente, non è concessa la possibilità di cambiarlo, ma solo quella di illuminarci e ispirarci. L’angelo custode è il nostro fornitore di fiducia; egli ci provvede di intuizioni o sensi di colpa, di pensieri e slanci positivi o segnali d’allarme. Ci aiuta a riconoscere la strada giusta e imboccarla, scacciando le tentazioni e il pericolo. Ma sempre nel rispetto del nostro libero arbitrio. In una lettera del 15 luglio 1915, Padre Pio scrisse: “Non dimenticare questo invisibile compagno, sempre presente, sempre pronto ad ascoltarci, più pronto ancora a consolarci. O deliziosa intimità, o beata compagnia, se sapessimo comprenderla! Abbilo sempre davanti agli occhi della mente, ricordati spesso della presenza di quest’angelo, ringrazialo, pregalo, tienigli sempre buona compagnia. Apriti e confida a lui i tuoi dolori, abbi continuo timore di offendere la purezza del suo sguardo. Fissalo nella mente. Egli è così delicato, così sensibile. A lui rivolgiti nelle ore di suprema angoscia e ne sperimenterai i suoi benefici effetti. Non dir mai di essere solo a sostenere la lotta con i nostri nemici, non dir mai di non avere un’anima alla quale puoi aprirti e confidarti. Sarebbe un grave torto che si farebbe a questo messaggero celeste”.
Una grande verità che gli angeli hanno rivelato ad alcuni mistici del XX secolo è che essi non vengono assegnati all’uomo nell’attimo del concepimento, come la dottrina della Chiesa sostiene, ma nel momento in cui la nostra anima è stata creata da Dio. San Tommaso, e con lui tutta la tradizione della patristica, ritiene che l’uomo riceve il suo angelo custode al momento della nascita ma è solo con il battesimo che l’angelo inizia a svolgere un ruolo “impegnativo”. Ma è veramente così? Se lo fosse dovremmo concludere che i non battezzati hanno un angelo custode a mezzo servizio. Ma la differenza rispetto alla verità canonica è ancora più grande, poiché la nostra anima è di gran lunga preesistente alla nostra incarnazione terrena. Essa esisteva già ed era in attesa d’incarnarsi. Ma dovrei dire, più correttamente, preesistente alla nostra attuale incarnazione. Difatti gli angeli avvalorano la reincarnazione o legge dell’eterno ritorno.
L’angelo custode non cambia nel corso delle nostre discese della carne, poiché è legato all’anima. Più l’anima si eleva, grazie al superamento delle prove incontrate nel corso delle vite precedenti, maggiore è la facilità di risveglio della coscienza, migliore e più ampia è la consapevolezza cosmica. Dunque, per un angelo custode il compito di “aprirci gli occhi” e farci comprendere la nostra vera natura diventa più lieve man mano che l’anima si evolve. Ma nello stesso tempo, la “spiritualizzazione” accresce le difficoltà e i disagi dell’anima incarnata, costretta a vivere in un mondo che non è il suo e al quale le è difficile adeguarsi. Più un’anima è evoluta, più è destinata a soffrire e rimpiangere la sua vera patria lontana: il Cielo. Per molte persone la vita è una cipolla, pelandola versiamo lacrime. L’angelo custode è il domestico che ci porge un invisibile fazzoletto per asciugare le lacrime. Se solo ci accorgessimo della sua premurosa presenza ci sentiremmo meno soli nel difficile esercizio di sfogliare i bulbi della vita. Se ciò accade, per altro, è in virtù del fatto che fatichiamo moltissimo nel compiere i passi conclusivi verso quello che Melville chiamò “l’ultimo porto”. Oppure, ciò si verifica a causa di un debito karmico, di una colpa maturata nella vita precedente che ci tocca necessariamente saldare affinché la nostra anima confusa apprenda l’insegnamento rifiutato e possa così riprendere il cammino interrotto.

Il Libro di Giobbe ci ricorda che “la vita dell’uomo sulla terra è un periodo di servizio e le sue giornate sono come quelle del soldato”. Per questa ragione Dio ha posto di fianco agli uomini un secondo aiutante di campo, un attendente supplementare: lo spirito guida. Preciso subito che molti esseri umani hanno vicino a loro più di uno spirito guida. A ciascuno viene dato secondo i propri bisogni. Lo spirito guida è un para-angelo più che un angelo, casomai un angelo senza ali né attributi divini. Ne definirò subito le caratteristiche per comprenderne meglio la specifica funzione. Lo spirito guida è un’anima di luce in stato di purificazione il cui sommo desiderio è risalire a Dio. Per completare la sua purificazione, che è necessaria poiché egli è stato un essere umano, viene nuovamente inviato nel mondo sensibile ma in forme spirituali. Perciò è invisibile. La sua missione è delicata e indispensabile: grazie alle sue esperienze umane deve aiutare la persona che ha scelto di affiancare. Mentre l’angelo custode è deputato esclusivamente all’assistenza spirituale, visto che “segue” l’anima, lo spirito guida è più versatile ma anche limitato come raggio d’azione. Anch’egli può agire nell’ambito spirituale ma con un  differente indirizzo. Lo spirito-guida s’impegna dunque a sostenere il suo protetto con ispirazioni, intuizioni e appoggi che privilegiano i compiti terreni relativi a quella specifica incarnazione di cui è parte in causa. Nella maggior parte dei casi, questi ultimi sono parenti della persona loro affidata. Ovviamente essi erano defunti prima che il loro assistito nascesse. Questa è la regola ma naturalmente esistono le eccezioni che la confermano. Alcune persone hanno uno spirito guida che appartiene a un’epoca o a un Paese lontanissimi. In questo caso, si tratta comunque di una persona familiare, ma relativa a una vita precedente, oppure essa è una figura “magistrale”, inviata da Dio per assolvere mansioni speciali, quali istruire l’essere umano a un particolare compito o suggerirgli le attitudini e le esperienze di cui ha bisogno nella vita per realizzare il proprio mandato. Dal momento che il ruolo di spirito guida costituisce l’ultimo gradino dell’anima prima di ricongiungersi al Cielo e fondersi con Dio, ognuno di noi un giorno sarà chiamato da Dio ad affiancare un pronipote e aiutarlo. Va da sé che ciò avverrà solo se dovremo sorreggere la croce della coscienza, mondandoci nelle acque eteriche della purificazione.

Le differenze tra l’angelo custode e lo spirito guida sono nitide e mi sembra superfluo approfondire la questione, mentre stimo indispensabile chiarire un aspetto relativo alla figura degli angeli custodi che può suscitare qualche perplessità. Soprattutto nel lettore che conosce autori esoterici come Swedenborg, Kardec e Steiner. Swedenborg sostiene che “tutti gli angeli sono nati uomini” (Divino amore e divina saggezza) e pertanto non sono entità spirituali create separatamente dal genere umano. Nel suo capolavoro Cielo e Infernoafferma perentoriamente che “in Cielo non c’è un solo angelo che sia stato creato dall’inizio, e neppure all’inferno alcun angelo di luce divenuto diavolo ivi precipitato dal Cielo, ma che tutti in Cielo come all’inferno provengono dal genere umano”. Secondo Swedenborg gli angeli sarebbero l’ultimo anello dell’evoluzione umana, l’approdo finale del percorso che l’anima ha faticosamente compiuto. In Le rivelazioni degli Spiriti, Allan Kardec, il fondatore dello Spiritismo, afferma che “gli angeli sono le anime degli uomini giunte al massimo livello di perfezione della creatura e che godono della felicità promessa. Prima di raggiungere il gradino supremo godono di una felicità relativa al loro avanzamento, ma questa felicità non consiste nell’ozio; consiste nelle funzioni che piace a Dio conferire loro, e che esse sono felici di svolgere, perché tali occupazioni sono un mezzo per progredire”. Kardec ha influenzato molti teosofi fra cui il letterato e filosofo tedesco Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, una scienza che concilia le dottrine occultiste di origine orientale con le concezioni cristiane. Steiner ha dedicato agli angeli due opere: Gerarchie spiritualiLe entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura. In esse egli sostiene che gli angeli sono creature invisibili immediatamente al di sopra degli uomini e specifica che Angeli, Arcangeli e Principati sono i tre ordini angelici che hanno attraversato uno stadio di umanità. Anche per Steiner essi “furono una volta uomini”. Rispetto a Kardec e a Swedenborg, egli ritiene invece che i rimanenti sei ordini angelici superiori (Cherubini, Serafini, Troni, Dominazioni, Virtù e Potestà) siano così vicini a Dio da essere stata risparmiata loro l’incarnazione.
Ho il dovuto rispetto dei tre autori che ho citato, tuttavia non ne condivido appieno il pensiero. Le loro visioni (Swedenborg), rivelazioni da parte degli Spiriti (Kardec) e intuizioni (Steiner) sono sicuramente profonde però credo che essi abbiano frainteso almeno in parte i messaggi ricevuti e forse generalizzato. Gli angeli da loro descritti e definiti, a volte con caratteri e abitudini troppo umane, altro non sono se non spiriti guida. In questo caso, il loro pensiero si rivelerebbe in linea con quanto alcuni mistici e sensitivi hanno avuto modo di appurare nel corso delle loro esperienze: gli spiriti guida erano esseri umani ma gli angeli custodi sono sempre stati esseri celesti. Come ha scritto Giovanni Paolo II, autore di molti interventi sull’argomento, gli angeli sono “creature di natura spirituale, dotate di intelletto e libera volontà, superiori all’uomo”. Superiori agli uomini, dunque, giacché la loro natura non è mai stata umana né lo sarà mai, a differenza degli spiriti guida.
Da parte mia, vorrei aggiungere che non ho dubbi in merito né posso averne poiché molte sono state le esperienze dirette e indirette sulla natura dell’angelo custode e degli spiriti guida di cui mi sono  ritrovato ad essere testimone se non protagonista. Ciò nonostante, prendo atto, come ci ricorda un proverbio africano, che “gli uomini hanno tutti gli stessi occhi per vedere, ma ognuno ha un punto di vista differente”.